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Perché ogni giorno faccio un complimento alla mia partner — e cosa ho scoperto su me stesso

Un piccolo gesto quotidiano e i suoi effetti inaspettati sulla percezione di sé
Marco — novoplus
10 aprile 2026·6 min di lettura·👁 1.240 visualizzazioni

Il momento che ha cambiato tutto

Ricordo bene il momento in cui ho capito che avevo smesso di dire le cose belle che pensavo. Non era avarizia affettiva — era semplice pigrizia cognitiva: davo per scontato che lei sapesse già. Un’amica mi aveva raccontato di un esperimento che aveva fatto con il suo compagno: per un mese, ogni mattina, si scambiavano un complimento specifico e sincero. Non generici “sei brava”, ma osservazioni precise come “Ho notato quanto sei stata paziente ieri sera”. Così ho deciso di provarci anch’io.

Il primo giorno mi sembrava strano. Il secondo, un po’ meno. Dal terzo giorno in poi ho iniziato a notare qualcosa di inaspettato: non solo la mia partner reagiva con un sorriso diverso, ma io stesso mi sentivo più presente, più attento, più connesso alla nostra quotidianità. Voglio condividere con te quello che ho vissuto, sempre ricordando che si tratta di osservazioni soggettive e non di indicazioni mediche.

Cosa dice la ricerca sull’apprezzamento verbale

Come sottolinea la letteratura sulla psicologia positiva — tra cui i contributi citati dall’American Psychological Association — il riconoscimento verbale sincero può contribuire a rafforzare i legami interpersonali e a migliorare il benessere soggettivo percepito. Secondo quanto riportato nei rapporti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sul benessere mentale, la qualità delle connessioni sociali è tra i principali fattori associati a una buona salute psicologica.

Voglio precisare, come fa qualsiasi persona onesta che non ha una laurea in medicina, che questi dati descrivono tendenze generali: la reazione individuale dipende da moltissime variabili. Ciò che per me ha funzionato potrebbe non funzionare allo stesso modo per te. Questo è sempre il punto di partenza di ogni riflessione su novoplus: condivido ciò che ho vissuto, tu decidi cosa farne.

Le parole che diciamo agli altri disegnano anche chi siamo noi. Ogni complimento sincero è un piccolo specchio in cui vedo riflessa la versione migliore di me stesso.

— Dalla mia esperienza personale
Tipo
Caratteristica
Effetto osservato
Specifico
Riguarda un comportamento preciso e contestualizzato
Più credibile e memorabile
Generalizzato
Riferito alla persona in modo globale (“sei bravissima”)
Apprezzato ma meno memorabile
Tempestivo
Detto subito dopo l’evento o il gesto notato
Rinforza il collegamento gesto–riconoscimento
Ritardato
Condiviso in un momento calmo, a posteriori
Mostra riflessione e attenzione prolungata
Non verbale
Gesto, sguardo o tocco di approvazione
Efficace in contesti pubblici o formali

L’effetto a sorpresa: come è cambiata la mia percezione di me stesso

Non mi aspettavo che il cambiamento principale avvenisse in me. Dare un complimento sincero richiede un tipo specifico di attenzione: devi osservare l’altra persona davvero, non in modo superficiale. Questo mi ha allenato a notare dettagli che prima sfuggivano: un modo di gestire una situazione difficile, un gesto gentile che avrei ignorato. Per miei osservazioni soggettive, questo “allenamento all’apprezzamento” ha gradualmente migliorato la mia capacità di riconoscere anche le mie risorse personali.

Con il tempo ho notato che questa qualità di attenzione si è trasferita anche ad altri ambiti: al lavoro, con gli amici, con me stesso nei momenti di difficoltà. Non è una certezza scientifica — è quello che ho vissuto io. La letteratura sull’intelligenza emotiva, come evidenziato da ricercatori citati spesso da Harvard Medical School, suggerisce che la capacità di riconoscere e nominare le emozioni proprie e altrui sia correlata a un maggiore benessere generale.

La mia routine quotidiana dei complimenti

Nella pratica, ho strutturato una piccola routine. Al mattino, prima di uscire, mi prendo sessanta secondi per formulare mentalmente un’osservazione specifica sulla mia partner. Non deve essere grandiosa: può riguardare il modo in cui ha gestito una conversazione difficile il giorno prima, o semplicemente l’energia che porta in casa. La sera, se si presenta l’occasione, condivido questa osservazione ad alta voce. Non è un obbligo — è un invito alla presenza.

Hočú nагадую: non sono un esperto di relazioni né uno psicologo. Quello che condivido è il mio percorso personale. Chiunque stia vivendo difficoltà significative nella propria relazione dovrebbe rivolgersi a un professionista qualificato. Ciò che funziona per me potrebbe non essere adatto alla tua situazione specifica.

Marco — Curatore di novoplus

Appassionato di benessere & stile di vita consapevole

Sono un entusiasta della cura di sé e autore di questo portale. Non sono un medico né un professionista della salute: condivido ciò che ho sperimentato personalmente, integrandolo con informazioni da fonti aperte e affidabili. Il mio obiettivo è ispirare, non prescrivere.