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L’arte del complimento autentico: cosa ho scoperto tenendomi le parole dentro

Quando il silenzio affettivo diventa un’abitudine invisibile — e come interromperla
Marco — novoplus
10 aprile 2026·7 min di lettura·👁 980 visualizzazioni

Perché trattenere le parole belle è un’abitudine che si forma

Per anni ho pensato che i complimenti fossero scontati. Se ami qualcuno, lui o lei lo sa già — o almeno così mi dicevo. Il risultato è stato che mi sono ritrovato in una relazione in cui le parole gentili erano rare, non perché mancassero i sentimenti, ma perché avevo smesso di tradurli in voce. Ho capito il problema solo quando mia partner mi ha chiesto, con calma disarmante: “Quando è stata l’ultima volta che mi hai detto qualcosa di bello?”. Non riuscivo a rispondere.

Come evidenziano diversi studi sulla comunicazione nelle relazioni stabili — citati spesso nei report della British Psychological Society — la tendenza a dare per scontati i complimenti nelle relazioni consolidate è un fenomeno documentato. Non è mancanza di affetto: è automatismo. E come tutti gli automatismi, può essere modificato consapevolmente.

Il complimento come pratica di presenza

Ho iniziato a vedere il complimento non come un gesto formale, ma come una forma di attenzione profonda. Per fare un complimento specifico e sincero, devi prima osservare. Devi essere presente. Devi smettere di scorrere mentalmente la lista delle cose da fare e guardare davvero la persona che hai di fronte. Per i miei osservazioni personali, questo semplice atto di “fermarsi a guardare” ha avuto effetti che andavano ben oltre il momento del complimento.

La letteratura sulla mindfulness — tra cui i lavori del Centro di Ricerca sulla Mindfulness dell’Università di Oxford, citati in numerosi articoli di divulgazione scientifica — suggerisce che la pratica dell’attenzione consapevole nel quotidiano può contribuire a ridurre lo stress percepito e a migliorare la qualità delle interazioni interpersonali. Non posso affermare che fare complimenti sia mindfulness — ma nella mia esperienza soggettiva, l’intenzione che ci metto è molto simile.

Trattenere un complimento sincero è come tenere un regalo in tasca per settimane: alla fine, anche il donatore perde qualcosa.

— Riflessione personale, novoplus
Ostacolo comune
Possibile approccio alternativo (dalla mia esperienza)
“Lei lo sa già”
Dirlo comunque: la consapevolezza non sostituisce l’espressione verbale
“Mi sembra falso”
Cercare osservazioni concrete e specifiche, non formule generiche
“Non è il momento giusto”
Spesso il momento più inaspettato è quello più significativo
“Ho paura di sembrare esagerato”
Un tono naturale e sincero è sempre più efficace di uno entusiasta ma artificioso
“Non sono abituato”
Come ogni abitudine, si forma con la ripetizione consapevole nel tempo

Gli effetti sulla mia sicurezza interiore

Un effetto che non avevo previsto è stato il cambiamento nella mia sicurezza interiore. Esprimere apprezzamento sincero richiede una certa apertura: ti rendi visibile, ammetti che l’altra persona ti tocca, che la noti. All’inizio mi sembrava un’esposizione. Con il tempo ho capito che era invece un esercizio di forza — la forza di chi non ha bisogno di nascondersi dietro il silenzio per sentirsi al sicuro.

Per i miei osservazioni soggettive, dopo alcune settimane di pratica regolare ho notato una maggiore facilità nell’esprimere opinioni anche in altri contesti: al lavoro, con gli amici, nelle situazioni di disagio. Non so se esista un collegamento diretto — sono solo osservazioni personali. Ma è qualcosa che vale la pena esplorare.

Il metodo che ha funzionato per me

Concretamente, ho adottato quello che chiamo il “metodo del dettaglio”: ogni sera, prima di dormire, mi chiedo “Cosa ho notato oggi di lei che non le ho detto?”. Non devo necessariamente dirlo quella sera — ma il solo fatto di formulare la domanda mi mantiene in uno stato di attenzione attiva. Il giorno dopo, se trovo il momento giusto, condivido quella osservazione.

Ricordo sempre, come dovrebbe fare chiunque parli di benessere relazionale senza una formazione specifica, che ogni coppia è diversa e ogni persona ha le proprie dinamiche. Ciò che per me è stato utile potrebbe non adattarsi alla tua situazione. Se hai difficoltà relazionali significative, ti incoraggio a parlare con un professionista della coppia o uno psicologo.

Marco — Curatore di novoplus

Appassionato di benessere & stile di vita consapevole

Sono un entusiasta della cura di sé e autore di questo portale. Non sono un medico né un professionista della salute: condivido ciò che ho sperimentato personalmente, integrandolo con informazioni da fonti aperte e affidabili. Il mio obiettivo è ispirare, non prescrivere.